comunicato stampa “100 Pietro Germi – Ispica da Oscar”

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100 PIETRO GERMI – ISPICA DA OSCAR 8, 9, 10 AGOSTO

Dopo il successo di critica e di pubblico della scorsa estate con “Divorzio all’Italiana – Ispica da Oscar”, con main event il remake teatrale dell’omonimo capolavoro di Pietro Germi, un altro evento di primo livello farà di Ispica la protagonista dell’estate culturale nel Val di Noto.
Saranno Lando Buzzanca e Franco Battiato gli ospiti d’eccezione della rassegna “100 Pietro Germi”, il nuovo appuntamento promosso dal Vespa Club Ispica che l’8, 9 e 10 agosto farà di Ispica l’apripista di un fenomeno sempre più diffuso, il cineturismo, inteso come valorizzazione del territorio attraverso la riscoperta di incantevoli location già protagoniste di celebri lungometraggi.
100 Pietro Germi perché quest’anno è il centenario della nascita del grande regista genovese che proprio a Ispica girò il suo film più celebre, quel Divorzio all’Italiana che poco più di cinquant’anni fa gli valse l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale.
100 Pietro Germi perché 100 sono i personaggi e le storie che s’intrecciano e si fondono col nostro territorio: i f.lli Taviani, Richard Burton e Sophia Loren, il loggiato del Sinatra, Lando Buzzanca, la Chiesa Madre, Stefania Sandrelli, i luoghi di Montalbano senza dimenticare l’interesse e la passione del popolo, abbagliato e affascinato dai ciak e dal luccicante mondo del cinema.
L’evento si articolerà lungo tre direttrici:

la kermesse cinematografica con cineforum in piazza Unità d’Italia e nella splendida cornice di Palazzo Bruno di Belmonte;

il tour di antichi palazzi nobiliari appositamente riaperti e all’interno dei quali saranno allestiti eventi ad hoc tra cui una mostra fotografica sui backstage dei film di Germi con materiale gentilmente fornito da Mirta Guarnaschelli, segretaria di edizione in numerose pellicole del regista genovese;

i grandi appuntamenti serali con il concerto dello Sparkling Brass Quintet e dell’Italian Brass Band sulle note di colonne sonore memorabili e la sfilata sulla dive del cinema.

Non mancheranno i grandi ospiti, tra tutti il già citato Lando Buzzanca, attore poliedrico che iniziò la sua brillante carriera come comparsa in Ben Hur per poi raggiungere fama e successo con le interpretazioni in Divorzio all’Italiana e Sedotta e Abbandonata; Roberto Nobile, il simpatico Nicolò Zito, giornalista di Montelusa della serie Montalbano e già volto noto di Distretto di polizia, La Scuola, Habemus Papam e tante altre pellicole di successo, nonché voce narrante di Terramatta; Paolo Buonvino, eccelso compositore e autore di colonne sonore di successo per film quali Romanzo Criminale, La Matassa, Manuale d’Amore, I Vicerè, Caos Calmo e L’Ultimo Bacio solo per citarne alcuni; Chiara Ottaviano, saggista e sceneggiatrice ragusana produttrice di Terramatta, il racconto autobiografico di Vincenzo Rabito, presentato nel 2012 alla Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia che sarà trasmesso giorno 9 agosto alla presenza della famiglia Rabito; Mirta Guarnaschelli, assistente di Fellini e segretaria di edizione di Pietro Germi che scoprì e presentò Stefania Sandrelli per la parte in Divorzio all’italiana; Marialinda Germi, figlia del celebre regista; Lorenzo Catania, autore di diversi articoli e pubblicazioni su Pietro Germi; Vincenzo Raso, presidente dell’associazione culturale Pietro Germi con sede a Sciacca; Alessandro Bonifazi, produttore (Blue Film) da anni impegnato in Sicilia dove ha realizzato numerosi film e documentari tra cui “Pietro Germi il bravo il bello il cattivo” e “Lando Buzzanca. Uno nessuno centomila” per la regia di Claudio Bondì, Pietrangelo Buttafuoco, scrittore e giornalista de “Il Foglio”, “la Repubblica”, “il Giornale” ecc., Sino Caracappa, direttore artistico dello Sciacca Film Fest, in programma il prossimo settembre e che sarà presentato durante la 3 giorni; Sebastiano Gesù, vicedirettore artistico del Festival del Cinema di Frontiera di Marzamemi e luminare del cinema.
La rassegna si concluderà il 10 agosto con il maestro Franco Battiato e il suo “Attraversando il Bardo”, un docufilm sull’essenza della morte nella tradizione occidentale e in quella orientale.

Al termine della rassegna, lo staff e tutti i protagonisti danno appuntamento al “Soda Thanks” , presso la frazione rivierasca di S.Maria del Focallo, per un red carpet sul mare in un ideale connubio tra le stelle del cinema a quelle della notte di San Lorenzo.

spot 100 Pietro Germi – Ispica da Oscar

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Il cammino della speranza (oggi come ieri)

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Emigranti a perdere oggi come ieri. (da La Repubblica)

di Lorenzo Catania

La memoria è un bene prezioso quanto fragile e deperibile. Per questo dimenticare le proprie origini, perdere la memoria storica equivale a un suicidio sociale e politico. Significa mettere a rischio la capacità di sviluppo di se stessi e degli altri. Quando la società è ridotta, come oggi, a consumo di merci, gli uomini sottomessi a questa logica che cancella la natura e la volontà, come ciechi brancolano nel vuoto dei valori e campano alla giornata. La memoria, allora, preda del silenzio, assume l’aspetto di una pagina bianca che l’oblio contribuisce a riempire con inchiostro intinto nell’ipocrisia e nella menzogna. In Italia si coltiva poco la memoria, non a caso ogni tanto fioccano appelli che esortano a non dimenticare e a ricordare momenti significativi riguardanti la storia culturale, politica e sociale del nostro Paese.
Oltre sessant’anni fa, nel novembre del 1950, veniva proiettato nelle sale cinematografiche il film di Pietro Germi “Il cammino della speranza”, sceneggiato dallo stesso regista, con Federico Fellini e Tullio Pinelli, e ispirato al romanzo “Cuori negli abissi” di Nino Di Maria. In realtà, quasi dettatto dalla copertina de “La Domenica del Corriere” del 29 dicembre 1946, la cui didascalia così recitava: «L’odissea degli emigranti clandestini. Abbindolati da losche organizzazioni, avviati verso il confine senza il minimo equipaggiamento invernale e poi abbandonati in mezzo alle montagne in preda al gelo, alla neve e alla bufera, cinquanta siciliani, fra cui alcuni ragazzi, vengono soccorsi, nell’alta valle d’Aosta, da una pattuglia di carabinieri e riaccompagnati al piano per essere rinviati alle loro case».
Il racconto è anche ispirato da un preciso episodio di cronaca dell’aprile 1948, che emozionò molto il regista, che non riusciva ad allontanare dalla mente l’immagine di alcuni miseri treroni che avevano attraversato l’Italia quant’è lunga, clandestini e stranieri nella loro patria, fino all’orrore delle montagne colme di neve: «Nella notte del 6 aprile, i carabinieri di La Thuile, in perlustrazione verso la zona di confine, s’imbattevano in un gruppo di otto per- sone in deplorevoli condizioni fisiche. Dalle medesime ebbero la confessione che si trattava di emigranti clandestini a scopo di lavoro: tutti operai disoccupati provenienti da Amantea, in provincia di Cosenza. Con essi vi era un individuo il quale si era impegnato di accompagnarli al confine dietro il compenso di cinquemila lire per ognuno».
Dopo il film “In nome della legge” che aveva raccontato la povertà dei mi- natori del paesino di Capodarso alle dipendenze di un barone sfruttatore, an- cora una volta lo sguardo di Germi si posa sulla Sicilia. “Il cammino della speranza” (di cui sotto pubblichiamo un fotogramma accanto a una fotografia attuale di immigrati), è la storia di un gruppo di zolfatari siciliani rimasti senza lavoro dopo la chiusura della miniera, che, in maniera controcorrente rispetto alla tradizione vittimistica e fatalistica di chi esalta l’immodificabilità di una condizione di emarginazione dell’Isola, decidono a modo loro di ribellarsi al destino che li inchioda a una povertà senza scampo, e dopo sofferenze e vicissitudini riescono a sottrarsi fisicamente all’inferno sotterraneo del loro paese, percepito come luogo della miseria, e a emigrare clandestinamente in Francia, intesa come luogo della promessa, del benessere e del progresso.
Sotto le mentite spoglie del melodramma popolare, “Il cammino della speranza” è uno squarcio di storia nazionale esemplare della scissione secolare fra ceti subalterni e istituzioni, foriera della italica “arte di arrangiarsi”. È un viaggio da Sud a Nord, concepito come un percorso a ostacoli, che racconta un paese dove l’economia non ha ancora iniziato la sua ascesa e tuttavia già distratto da falsi miti, modelli culturale mentali, stili di vita che vanno in direzione opposta ai valori forti che poco tempo prima erano stati alla base della guerra di Liberazione. Significativo è, in questo senso, l’episodio del gruppo dei siciliani che arriva alla stazione Termini, dove Lorenza e il marito Antonio subito si perdono in una Roma tappezzata di manifesti pubblicitari, caotica, indolente, rumorosa, tentacolare.
Film artisticamente ed esteticamente ineccepibile, tecnicamente straordinario, “Il cammino della speranza” (come straordinario è uno dei protagonisti, Raf Vallone) rivisto oggi dà l’impressione di essere un’opera di produzione senegalese o cingalese o indiana, perché racconta con linguaggio universale una storia degli anni del dopoguerra, quando gli abitanti del Belpaese erano fra i protagonisti dell’emigrazione in Europa, nelle Americhe, in Australia. Una storia dimenticata o rimossa dagli italiani. Incomprensibile a troppi giovani e giovanissimi, che poco o nulla sanno sull’anima e l’dentità vere di un popolo, sulla sua precarietà esistenziale fatta di partenze, di abbandoni laceranti, di destini incerti. Ieri come oggi.

“Il cammino della speranza a Favara” (video)

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“100 Pietro Germi – Ispica da oscar”. Dalla RAI le prime anticipazioni

I servizi (delle 14:00 e 19:30) andati in onda il 6 maggio 2014 su RAI3-TGR SICILIA anticipano l’evento “100 Pietro Germi – Ispica da oscar“.

È questo il nome dell’evento estivo che si svolgerà ad Ispica. 100 gli anni dalla nascita del regista, che fu il primo a far conoscere i nostri luoghi nel mondo. 100 inteso come un numero grande che racchiude i suoi successori: De Sica, Sophia Loren, Richard Burton, Claudia Cardinale, Burt Lancaster, Franco e Ciccio, i fratelli Taviani, Luca Zingaretti… 100 come l’augurio che ci siano tanti altri Pietro Germi, che credano nel territorio, non solo cinematograficamente e lo rendando bello ed accogliente. Ispica, tutto il Val di Noto e la Sicilia sono casa nostra ed abbiamo la certezza che sono luoghi da oscar, apprezzati in tutto il mondo. Spetta a tutti noi farli conoscere, salvaguardarli e valorizzarli.

Le aziende che vogliano promuoversi, gli artisti che vogliano collaborare o le associazioni e persone che vogliano aiutarci ed essere partners ci contattino all’indirizzo email ispicadaoscar@gmail.com 

clicca i seguenti link ber vedere i servizi RAI

TGR SICILIA delle 14:00 del 6 maggio 2014 al min. 14:36 (cineturismo)

TGR SICILIA delle 19:30 del 6 maggio 2014 min. 16:40 (manifestazione)

100 Pietro Germi - Ispica da Oscar

 

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Ispica da Oscar su Rai 3

Sabato 3 Maggio, ore 12:25 su RAI 3 “TGR il settimanale Sicilia” andrà in onda un servizio su “Divorzio all’italiana – Ispica da oscar, il docufilm”.

Una vetrina per far conoscere le bellezze della cittadina iblea.

Dopo la messa in onda il servizio sarà visibile sempre sull’archivio RAI al seguente indirizzo

http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-f9fb1cb6-573a-4018-9d55-e41a181ae733.html?idVideo=ContentItem-be4ae9e3-2d99-41c4-b6b5-0d32f7f5e323&idArchivio=Settimanale

Sabato 3 Maggio ore 12:25 RAI 3

Sabato 3 Maggio ore 12:25 RAI 3

 

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